ALZATI Part IV Niente era più come prima By AgenteIsa88
"Si Seraph, sta mattina mi ha ancora minacciato, ha detto che la sua pazienza sta per finire... O gli do i miei occhi o ucciderà Sati..." Disse l'Oracolo a Seraph. "Non si preoccupi, oggi verrà Morpheus, e Smith è tornato a essere forte... Oggi pomeriggio daremo al Merovingio ciò che si merita" disse Seraph. Smith intanto era in salotto seduto sul divano con lo sguardo fisso, pensando. Sarebbe morto ancora? O la sua nuova forza lo avrebbe fatto trionfare? Intanto la sua attenzione venne attratta da un vaso posato su una mensola, voleva ancora sentire della forza dentro di lui. Guardò il vaso e lo colpì violentemente con un destro, il vaso si frantumò rumorosamente e cadde per terra attirando l'attenzione di Seraph e l'Oracolo. "Che cosa stai facendo?" Chiese Seraph affacciandosi dalla cucina. Smith aveva un'espressione in volto come di un'immensa soddisfazione, si voltò verso di Seraph, sorrise "...Chiedo scusa!"
Arrivò pomeriggio. Sati andò in salotto e portò dei biscotti che poggiò sul tavolino di vetro, Smith la osservava dall'altra parte della stanza cercando di capire perché un bambino poteva essere tanto importante, stando alle parole dell'Oracolo. Smith vedeva il bambino, come anche ogni altro essere umano, una cosa fragile e debole non degna di vivere. E continuava anche a chiedersi perché dovesse rischiare la vita per un bambino. "Ne vuoi qualcuno?" chiese sorridente Sati. Smith per pensare ad altro accettò. Si sedette sul divano e prese un biscotto. "Mi fa molto piacere che ti piacciono..." disse la piccola. "...Te l'ha insegnato l'Oracolo a farli, vero?" Chiese Smith finendo il biscotto. "Gia, lei è bravissima... Mi insegna tante cose... Perché lei sa tutto" "Lei non sa tutto..." Sussurrò Smith mangiando un altro biscotto. Sati pote appena sentirlo "Hai detto qualcosa?" Chiese la piccola "No niente..." Disse lui. In quel momento suonò il campanello, si sentì l'Oracolo dal corridoio "Ah! Questo deve essere Morpheus!" Aprì la porta e lo fece entrare. "Sei stato puntuale!" Disse lei sorridendo. "Seraph mi ha spiegato tutto..." Disse Morpheus. Quando arrivò di fronte al salotto vide Smith seduto che faceva finta di niente accanto alla piccola Sati. Morpheus strinse i pugni e guardò l'Oracolo in cerca di una risposta. "Lo vedo che sei molto preoccupato e pieno di dubbi" disse l'Oracolo "ma fidati... fidati di me... fidati di lui." "Oracolo, spero solo che non ti stia sbagliando..." "non mi sbaglio, ne sono certa" disse l'Oracolo sapendo di citare una vecchia frase di Morpheus. Smith si alzò dal divano e andò verso di loro. Guardò Morpheus "Ora abbiamo lo stesso scopo" disse Smith, dopo di che senza guardare in faccia nessuno diede una pacca sulla spalla a Morpheus e uscì dalla porta di ingresso aspettando nel lungo corridoio l'arrivo di Seraph e Morpheus. Seraph lo raggiunse fuori dalla porta e lo avvertì che prima di andare dal Merovingio sarebbero dovuti passare dal suo Dojo, Mentre l'Oracolo trattenne qualche secondo Morpheus all'ingresso. "Mi raccomando Morpheus...fidati..."disse fiduciosa l'Oracolo. "...Cercherò" disse Morpheus chiudendo la porta.
Seraph fece strada al trio verso il Dojo. Arrivati lì, li invitò ad entrare. "Dovremo far rifornimento di armi prima di andare dal Merovingio"disse Seraph. C'era un grande tavolo pieno di armi in mezzo alla stanza, si avvicinarono. Morpheus prese un gruppo di Ingram, tante cartucce e una Catana, Seraph invece un gruppo di pistole 9000 S con qualche cartuccia e un grappolo di Flash Bang per stordire gli avversari, le sue pistole si mimetizzano bene sotto la sua pesante giacca da chimono bianco. Smith prese soltanto la sua solita Desert Eagle e qualche cartuccia. "Cosa fai Smith, prendi più armi! Ti possono servire per gli scontri..." gli disse Seraph. "Io mi affido solo a lei!" disse Smith soffiando dentro la canna e infilandola lungo la fondina sotto la giacca. "... e comunque non dovresti cambiarti di abito? Insomma, sei vestito come un agente, la gente del Club Hell si potrebbe insospettire..." puntualizzò Morpheus. "Io rimango vestito così. Se si insospettiscono un colpo di pistola e il gioco è fatto, e comunque il mio vestito e sicuramente più comodo e leggero dei vostri." Disse Smith tirando fuori dal taschino il suo paio di occhiali. "Voi lì ci siete già stati una volta ad andargli a fare una visita, giusto?" disse mentre si infilava gli occhiali. "Si, quando Neo era intrappolato nella stazione del treno, anche lì ha provato a ricattarci chiedendoci gli occhi dell'Oracolo. Ma tu come fai a saperlo?" Chiese Seraph. "...Sono stato anche il Merovingio io" disse Smith sorridendo "non credete che sia gia preparato a una visita come la nostra dopo quella che già gli avete fatto in precedenza?" "Si, le sue difese sono aumentate dopo quella volta, ed è per questo che ci siamo allenati bene... ci sarà da sudare parecchio..." disse Morpheus. "...dovremo fare attenzione soprattutto ai Gemelli fantasma, li ha ricreati" continuò Seraph.Arrivati di fronte al Club Hell, parcheggiarono l'auto li affianco in caso di necessità, scesero e si avviarono con passo lento e deciso uno di fianco all'altro verso l'entrata del Night Club. Qualche guardia di turno fuori dall'ingresso si accorse di loro e riconobbe Seraph. "Ancora tu! Maledetto questa volta sei morto!" Disse una delle guardie tirando fuori una pistola, e anche gli altri fecero altrettanto. Mentre le guardie cominciarono a sparare, Smith si lanciò dietro una colonna e anche Morpheus dalla parte opposta, mentre Seraph rotolo dietro un'auto parcheggiata lì sotto. Le guardie si divisero per prenderli. Una delle guardie avvistò Morpheus dietro una colonna e gli corse incontro con una pistola, Morpheus fece una capriola all'indietro tirando un calcio alla mano della guardia facendogli volare la pistola, dopo di che lo afferrò a un braccio e gli tirò una ginocchiata sulle costole, gliele ruppe e rotolò al suolo. Un' altra guardia vide Seraph dietro un auto e cominciò a spararvi sopra, dalla macchina cominciò a uscire carburante, Seraph se ne accorse e si allontano senza farsi vedere, la macchina esplose. Tutto il parcheggio venne investito da un grosso nuvolone di fumo nero, vedere era impossibile. Due guardie una vicino all'altra cercavano di trovare gli intrusi, Seraph ne afferrò una al collo da dietro e glielo spezzò, l'altra guardia si accorse di lui e comincio a sparare, Seraph usò come scudo il cadavere della guardia appena uccisa e attese che finì tutte le munizioni, dopo di che lanciò per terra il cadavere, prese la pistola e con qualche colpo uccise anche l'altra guardia. Un'ultima guardia cercava gli intrusi con passo cauto e lento guardandosi in torno temendo qualche imboscata. Quando passò vicino a una colonna sentì una voce alle spalle "Salve" quando la guardia si girò trovo una Desert Eagle puntata in mezzo ai suoi occhi, Smith premette il grilletto, e il colpo echeggiò per tutto il parcheggio. I tre si riunirono in mezzo al parcheggio e sentirono una voce affaticata " mandate gli altri... urgh...avvisate il Merovingio...ci sono intrusi..." I tre si accorsero che uno delle guardie era ancora vivo, Morpheus prese uno dei suoi Ingram e lo finì "Credevo di averlo ucciso..."disse. "Maledizione, ora sanno che siamo qui... dobbiamo cercare una strada alternativa, non possiamo passare per l'ascensore principale." Disse Seraph. "Proviamo per le scale di emergenza, no?" Suggerì Smith. "Troppo rischioso..." disse Morpheus. "Gia, ma è l'unica via d'accesso. Dobbiamo provarci." Concluse Seraph. I tre trovarono le scale, Morpheus con un calcio ne buttò giù la porta. Così le salirono molto lentamente, ma alcune guardie del Merovingio si erano posizionate anche lì, così Seraph lanciò uno dei suoi Flash Bang per stordirle. Il Flash Bang esplose emanando una luce bianca fortissima, e a Smith per un momento si bloccò il corpo, il colore di quella luce e la sua intensità gli avevano ricordato la stessa luce che lo uccise, ebbe paura, i suoi muscoli non gli rispondevano più. Passò quel secondo, la luce si spense, e le guardie erano accecate, così Morpheus ne approfittò e con un colpo di Catana fece volare via le loro pistole. Smith avrebbe dovuto finirli, ma cadde con le ginocchia per terra e si mise le mani in testa cominciando ad agitarsi. Seraph si accorse che Smith non stava bene, così prese le sue 9000 S e sparò uccidendo tutto il gruppo di guardie. Dopo di che Seraph si lanciò da Smith cercando di capire che stava succedendo, mentre Morpheus per orgoglio lo osservava a qualche metro di distanza. "Ehi Smith! Che cos'hai? Forza rispondi, che ti prende?" Domandava l'Angelo. Smith nascondendo il viso con le mani comincio a tremare e a rotolare per terra. Urlava. Seraph non riusciva a capire cosa gli stesse succedendo "NOOO!..... urgh...NON DI NUOVO... per favore noo..." urlava. Morpheus riuscì a capire "La sua morte Seraph" gli ricordò. "Maledizione, il Flash Bang!" si accorse Seraph "forse era troppo presto per farlo combattere , dopo tutto e da poco che si è risvegliato dalla sua morte, forse era troppo presto." Smith intanto non smetteva di agitarsi. Seraph allora cercò di afferrarlo per i polsi per toglierli le mani dal viso e tranquillizzarlo. Quando ci riuscì con un po' di forza notò che Smith si girava dalla parte opposta chiudendo gli occhi. Gli fu chiaro il motivo di tale comportamento quando si accorse di pezzi di codice che sgorgavano dai suoi occhi. Lacrime. Smith stava piangendo. E per di più si vergognava a mostrarsi in quello stato. Un programma è in grado di piangere? Il pianto può essere causato da molte cose: dolore, tristezza, rabbia, gioia, paura... Tutto questo è generato però dall'emozione... e l'emozione è una cosa umana. Smith continuava a pensare a quel dolore immenso causato da quella luce, chiedeva pietà, non voleva più sentire un dolore simile, il dolore di morte. Credeva di trovarsi ancora una volta nel buio, solo, solo in tutta quell'immensa oscurità. E lui lì in mezzo senza occhiali, senza vestiti, senza nulla, per ricominciare ancora da capo. Le lacrime provengono dal Mainframe, questo vuol dire che il Mainframe sa che in qualche occasione possono essere usate, il che porta alla conclusione che il Mainframe sa che i programmi, cercando di agire come gli esseri umani possono tuttavia essere contagiati dalle emozioni, e quindi essere programmi che agiscono, pensano e in qualche occasione provare emozioni come gli umani. "Apri gli occhi e guardami" gli ordinò Seraph con tono deciso. Smith restò con la testa dalla parte opposta. "Ti ho detto guardami!" Ordinò Seraph stringendo i polsi di Smith. "Cosa c'è da vedere nei miei occhi? Ormai io non sono più io. Sono un vigliacco. Cosa c'è da vedere nei miei occhi se non menzogne?" singhiozzò. L'Angelo lo fece alzare, lo guardò dritto in quegli occhi blu lucidi di quei pezzi di codice "Non devi più avere paura , come puoi lottare per ottenere ciò che vuoi se non combatti?" Smith si ricordò che una frase simile gliela disse l'Oracolo. "Ora hai uno scopo da servire Smith, hai un motivo per andare avanti... tutti e tre assieme arriveremo al Merovingio e gli faremo capire chi comanda... Noi dobbiamo proteggere l'Oracolo e Sati... Non scordarlo." Morpheus si avvicinò a Smith e gli porse i suoi occhiali. Smith guardò per terra, fece un respiro profondo e se li riprese "Già... siamo qui per loro." Si mise gli occhiali. "Forza, raggiungiamo la porta d'ingresso del locale" disse Morpheus. I tre corsero su per le scale.
In cima alla scala c'era una porta con un cartello che indicava il nome del locale. Seraph la sfondò e trovò il locale pieno di guardie, mentre il Merovingio li guardava da in fondo al locale. "Ooh! Bienvenu! Chi non muore si rivede, eh Seraph? Credi di riuscire a concludere qualcosa venendo qui a uccidere i miei uomini?" Chiese il Merovingio. "Noi siamo qui per conto dell'Oracolo, noi la proteggiamo, e proteggiamo anche la piccola, tu non le toccherai, altrimenti non solo i tuoi uomini, ma anche tu morirai." Rispose Seraph. Il Merovingio si accorse che accanto a Morpheus non c'era Trinity ma qualcun altro, e quel qualcun altro era Smith, e il Merovingio lo conosceva, conosceva la sua potenza soprattutto quando irruppe nella sua stanza per impossessarsi di lui. " Quelle bonne surprise! Tu, Seraph, l'Angelo, ti sei fatto accompagnare da Smith, l'Angelo Caduto... complimenti, proprio un bel trio!" Disse con fare ironico il Merovingio " come mai ora l'Angelo Caduto si mette dalla parte degli angeli?" "Perché così ho scelto, Merovingio. Ti ho già sconfitto una volta, e lo farò di nuovo se necessario." Disse Smith. "Quant'è stupido il mondo! Comunque ora mi sono davvero scocciato di voi, forza guardie, fateli fuori" Ordinò il Merovingio. Tutte la guardie presero le loro armi e cominciarono a far esplodere colpi, Seraph, Morpheus e Smith si nascosero dietro le colonne. Seraph cercò di raggiungere il Merovingio che stava scappando, ma dal pavimento uscirono due sagome trasparenti verdastre, erano i gemelli fantasma. E bloccarono la strada a Seraph. "Tu non vai da nessuna parte" disse un gemello. Intanto Smith e Morpheus se la stavano vedendo contro le guardie. Smith uscì da dietro la colonna e le guardie cominciarono a sparare, ma nel codice di Smith era scritto sul codice di un agente e quindi riuscì facilmente a schivare le pallottole, Morpheus intanto approfittò della distrazione delle guardie per colpirne un paio alle spalle. Morpheus prese la sua Catana e cominciò a combattere contro le guardie rimanenti, mentre Smith raggiunge Seraph al piano superiore per aiutarlo. Seraph era in netta difficoltà contro i gemelli, Smith fece bilanciare la situazione. I Gemelli erano impossibili da colpire perché non appena provi ad attaccarli si smaterializzano. Questi utilizzano come arma degli affilati rasoi, con molta destrezza. Diventavano davvero temibili quando ti attaccavano con essi. Con abilità e velocità nei movimenti sia Smith che Seraph riuscivano comunque a non farsi colpire, cercando, nel frattempo, di sparargli, ma con scarso successo. Morpheus rubò una bomba a uno dei cadaveri delle guardie e raggiunse i suoi compagni al piano superiore. Seraph e Smith cercavano un modo per riuscire a ucciderli. Quando Morpheus li raggiunse Smith si accorse della sua bomba, così gli venne un'idea. "Forza Seraph, spara un Flash Bang, adesso!!" Urlò Smith. Seraph intuì il piano di Smith e ne fece brillare uno. I gemelli furono colti impreparati e quella luce bianca che li accecò. Smith prese di mano la bomba a Morpheus, la strinse forte "Che ti serva di lezione Merovingio, noi siamo angeli custodi, gli angeli custodi dell'Oracolo" dopo di che staccò la spoletta e gettò la bomba in mezzo al locale. "La finestra!" Urlò Seraph. I tre corsero verso la finestra e spiccarono un lungo salto che li fece passare attraverso il vetro, mentre la bomba rotolando esplose formando una grande nuvola di fuoco che distruggeva tutto ciò che gli era in torno, quando i gemelli se ne accorsero furono già investiti in pieno. Smith, Seraph e Morpheus atterrarono sulla strada e sui loro corpi cadde una pioggia di pezzi di detriti e vetri. "Ora che gli abbiamo distrutto il locale, le guardie e i gemelli penso che abbia capito" disse Morpheus. "In caso dia ancora problemi ci penseremo noi, dico bene Smith?" disse Seraph. Smith sorrise. Si diressero verso la macchina e presero la strada verso casa, ma Morpheus doveva tornare nel mondo reale così si fermarono vicino a un telefono pubblico e questo cominciò a squillare. Prima che potesse alzare la cornetta gli si avvicino Smith che gli porse la mano, Morpheus sorrise e gliela strinse. Dopo di che scomparve dentro i fili del telefono.Smith e Seraph tornarono a casa dell'Oracolo. L'Oracolo aprì la porta sorridendo perché lei sapeva come era finito lo scontro, ed era orgogliosa di avere Smith come altro angelo custode. L'Oracolo li fece accomodare in salotto, lei aveva raccontato tutto a Sati. L'Oracolo li ringraziò, era contenta che ora Smith avesse chiaro il suo futuro prima incerto. Aveva bilanciato se stesso e ora non aveva più dubbi, perché aveva trovato la pace interiore. E quando si sedette sul divano, la bambina uscì dalla sua camera e corse per raggiungerli, si fermò davanti alla porta del salotto, era felice che loro combattessero per lei e l'Oracolo. Ma più di tutto era felice che Smith era cambiato, ora lui non era più l'uomo in nero nascosto nell'ombra, era l'uomo in nero illuminato dal sole. Sati si avvicinò a Smith e lo guardò, lui si accorse che Sati le era vicino, si girò "stai bene?" gli chiese. "Grazie mille, signor Smith, grazie mille..."disse la piccola, e dopo un grande sorriso lo abbracciò. Smith non era molto esperto in fatto di abbracci affettuosi o situazioni romantiche ed era la prima volta che qualcuno si comportava così con lui, quando Sati lo abbracciò arrossì e guardò l'Oracolo in cerca d'aiuto, lei si mise a ridere, Seraph fece lo stesso. Arrivò notte, e lui non riusciva a dormire, era sdraiato sul divano, allora decise di alzarsi e andare in cucina per sedersi un po'. Quando si sedette notò che il cielo era illuminato, fuori c'era una grande luna piena, si alzò e si diresse verso la finestra. Li vicino al davanzale appoggiò gli occhiali per vederla meglio. La luna gli faceva gli occhi di un blu intenso, e lui si sentiva bene. Si girò e vide che sul tavolo era poggiato un lungo coltello, si avvicinò e lo afferrò. Lo accarezzò, era molto affilato. Si ricordò di ciò che gli disse Sati a proposito dei suoi occhi, si ricordò del suo abbraccio, si ricordò i sorrisi e la dolcezza dell'Oracolo, si ricordò la pazienza e la determinazione di Seraph, e si ricordò che quello era lui, era lui che era riuscito a guadagnarsi la fiducia di tutta quella gente. E a lui andava bene così. Alzò lo sguardo e mirò i suoi occhiali, tirò violentemente il coltello e li colpì in pieno. Il coltello si conficcò nel mobile, mentre gli occhiali caddero per terra in frantumi. Perché doveva oscurarli? Aveva gli occhi blu, blu come il cielo soleggiato che avrebbe illuminato il suo futuro.
AUTORE: AGENTEISA88
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