LIBRI:
DENTRO LA MATRICE Che
cos’è Matrix? Questa è la domanda che ogni spettatore si è posto durante la
visione del film. Tuttavia Matrix non è solamente un grande film, ma è anche,
o soprattutto, un enorme contenitore di tematiche che abbracciano diversi rami
della conoscenza umana, tematiche che sono alla base della pellicola ma che,
allo stesso tempo, ne scaturiscono prepotentemente. “Dentro
la matrice” , a cura di Massimiliano Cappuccio, edito dalla Edizioni Albo
Versorio al prezzo di € 18,50 è un libro che vuole approfondire tali
tematiche, raccogliendo una serie di interventi realizzati da eminenti studiosi,
filosofi e professori universitari durante l’omonimo convegno tenutosi il 12
dicembre scorso presso l’Università Statale di Milano. Il
presente articolo intende presentare ai lettori il libro di Cappuccio insieme ad
una breve intervista che il curatore dell’opera ci ha rilasciato. Matrix
quindi come punto di partenza per una serie di riflessioni sui temi che da esso
scaturiscono. Il
viaggio culturale narrato dal libro prende avvio dalle immagini del capolavoro
dei Wachowsky e si snoda attraverso percorsi culturali e filosofici alimentati
dal dibattito teorico seguito all’uscita del film. Dentro
la matrice, quindi, è un libro che non vuole proporre al lettore un’analisi
cinematografica del film, ma è un libro che intende approfondire i temi
filosofici che esso sottintende, da Socrate a Platone, da Cartesio a
Schopenhauer, fino alle contemporanee correnti di pensiero,
spingendo la riflessione fino ad includere altre branche della
conoscenza, dalla tecnologia alla religione, dalla fisica alla sociologia. Le
riflessioni che emergono dalla lettura del libro sono incentrate su quattro
quesiti fondamentali, fortemente interconnessi tra loro, all’interno dei quali
i vari saggi sviluppano un’analisi semplice ed esauriente e che permette al
lettore una non difficile comprensione di temi che sono, in ogni caso,
profondamente complessi. Il
primo quesito si interroga sulla realtà che ci circonda, sulle possibilità di
comprenderne la natura e l’essenza. Siamo in grado di dire se ciò che ci
circonda è vero? Che la realtà come noi la conosciamo è l’unica possibile? Il
secondo quesito invece si incentra sulla relazione tra il corpo e le mente, tra
la carne e lo spirito e sulle loro
possibilità di interazione come entità singole o come parte di un tutto. E’
ipotizzabile che la mente possa vivere senza il corpo? La coscienza e la
percezione sono indissolubilmente legate alle esperienze materiali? La
terza domanda riguarda la tecnologia e le sue implicazioni nella vita umana,
sull’analisi dell’uomo nuovo “costretto” a vivere in un macrocosmo
tecnologico che ne ingloba e spesso ne altera la coscienza. E’ possibile
ipotizzare un futuro in cui naturale e artificiale finiscano per convivere
insieme? L’uomo diventerà parte essenziale e simbiotica della tecnica che
egli stesso ha creato? L’ultimo
punto di riflessione proposto dal libro contempla la possibilità di creare
universi virtuali, virtualmente indistinguibili dalla realtà, in cui l’uomo
possa smarrire il confine tra illusione e verità fino a perdersi nei meandri di
una esistenza fittizia. Può la realtà virtuale avere il sopravvento sulla
realtà reale? Può la realtà virtuale essere accettata e difesa in quanto
“esteticamente” superiore alla realtà reale? ************************************* Di
seguito proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato con il curatore del
libro e promotore del convegno, Massimiliano Cappuccio,
Fondatore e condirettore della rivista di filosofia “Chora” nonchè
autore di diversi contributi su temi di filosofia contemporanea. Domanda:
Quali sono i motivi che vi hanno spinto alla realizzazione del convegno
"Dentro la Matrice"? Ma
il convegno non ha rappresentato soltanto un momento di comunicazione con il
pubblico: si è trattato anche di un'autentica occasione di dialogo
interdisciplinare e di approfondimento, un'opportunità di interfacciare alcune
prospettive filosofiche e scientifiche anche molto distanti tra di loro,
discutendo in certi casi di temi molto attuali e gravi, come la questione della
clonazione e il preoccupante incancrenimento dei rapporti tra amministrazione
politica e ricerca scientifica in Italia. E' molto interessante, e anche
curioso, che alcuni illustri studiosi, come quelli che hanno preso parte al
convegno, abbiano trovato il modo di fare il punto della situazione sullo
sviluppo delle rispettive discipline lasciandosi stimolare dalle suggestioni
contenute in un celebre film di fantascienza. E
infine, ovviamente, si trattava di un gradevolissimo pretesto per chiacchierare
di Matrix: quando il convegno ha avuto luogo, il 12 Dicembre 2003, Revolution
era già uscito da più di un mese, e aveva suscitato in me in molti altri uno
strano senso di insoddisfazione, probabilmente perché aveva lasciato in sospeso
moltissimi aspetti tematici del film, non solo direttamente attinenti alla
trama, ma anche e soprattutto alla specifica prospettiva filosofica in esso
contenuta. Direi che il nostro convegno, e ancor di più il libro che da poco
abbiamo pubblicato, hanno rappresentato anche uno spunto per colmare dei vuoti
lasciati aperti dalla trilogia e per coltivare alcune curiosità circa la
vicenda di Neo e dei suoi compagni. Domanda:
Perchè il libro "Dentro la
matrice"? Risposta:
All’estero sono già uscite moltissime raccolte di questo genere, dedicate
appunto alla filosofia di Matrix, ma in Italia è stato tradotto pochissimo di
tutto ciò, e in ogni caso non esisteva alcun libro scritto da filosofi nostrani
dedicato a questi temi. Un vero peccato, sia per i molti appassionati di Matrix
e di fantascienza in generale, sia per chi si interessa di filosofia e, senza
pregiudizi, desidera che essa riesca a stabilire un dialogo con inedite forme
espressive e con nuovi ambiti di ricerca. Credo che il nostro libro costituisca
un primo passo per colmare queste lacune. Il
libro intendeva rendere conto in primo luogo dei lavori del convegno, e infatti
al suo interno potrete trovare le trascrizioni degli interventi dei relatori. Ma
il libro è andato anche oltre, raccogliendo i contributi di alcuni studiosi
italiani estremamente autorevoli, sviluppando alcune prospettive che non avevano
trovato spazio durante il nostro convegno (e neanche in molti altri libri
americani, se è per questo): in particolare un notevole spazio è stato
riservato all'ambito della Risposta:
La prima cosa che stupisce del successo di Matrix è che esso è stato discusso
ben al di là dell’ambito della critica cinematografica, stimolando il
dibattito anche negli ambienti specialistici della scienza, della filosofia e
degli studi culturali e sociali. Direi che le ragioni sono sostanzialmente tre.
La prima, più banale, è che Matrix ha ottenuto un impatto sorprendente,
influenzando decisivamente il cinema degli ultimi anni e producendo innumerevoli
citazioni e tentativi di imitazione. Trattandosi di un fenomeno mediatico
mondiale è naturale che esso abbia attirato l’attenzione di molte persone. La
seconda ragione è che il contenuto del film si presta per sviluppare un lavoro
critico di tipo metodico. La metafora proposta dal film è stata capace di
riproporre con un linguaggio particolarmente suggestivo alcune delle domande su
cui da sempre la filosofia si interroga attraverso l’uso di rappresentazioni
immaginifiche. L’ipotesi della matrice, cioè l’ipotesi che la realtà che
conosciamo non sia altro che un sogno generato dal computer, si colloca in
questa prospettiva, proponendosi come un esperimento mentale, un modello
esplicativo che può essere messo in opera, esaminato o sviluppato e che al
termine di un percorso argomentativo può essere confermato oppure falsificato. La
terza ragione è che il film stesso, considerato dall’esterno come prodotto
culturale e mediatico, è assai rappresentativo dell’immaginario della nostra
epoca e caratterizzante rispetto al pensiero di una precisa fase della nostra
civiltà: tanto che in esso si ritrovano i sintomi di molte dinamiche storiche,
sociali, economiche e culturali. Matrix non è solo un prodotto
dell’immaginario collettivo, ma è intervenuto attivamente nella creazione di
un nuovo immaginario, esercitando la sua influenza nella direzione di una
intensificata percezione consumistica del mondo occidentale: anche per questo è
un testo in emblematico cui leggere la specificità culturale della nostra
collettività. Risposta:
Personalmente
no, attualmente mi occupo principalmente di semiotica, grammatologia e filosofia
dell’intelligenza artificiale. Quest’ultimo, bisogna dire, è un ambito di
ricerca che molto spesso raccoglie le suggestioni provenienti dalla
fantascienza. Per chi fosse interessato ai temi del computazionalismo e alla
questione dell’intelligenza artificiale vorrei segnalare un altro convegno
organizzato dal mio gruppo, che si terrà i giorni 3 e 4 Novembre 2004 a Milano,
presso l’Università degli Studi: si tratta di due giornate dedicate alla
figura e al lavoro di Alan Mathison Turing, padre della computer
science e primissimo apologeta delle macchine pensanti. Comunque ho ricevuto
notizia di alcuni docenti universitari di filosofia che, a Milano e a Torino,
utilizzeranno Matrix come uno spunto tematico durante i loro corsi. La storia di
Neo e compagni è divenuta senz'altro parte integrante dell'immaginario
collettivo della nostra generazione, un po' come era già successo per Star
Wars e Star Trek, ma è innegabile che il destino della "filosofia di
Matrix" dipenderà molto da quanto interesse il titolo del film riuscirà a
captare in futuro. In particolare bisognerebbe sapere se verrà mai realizzato
un quarto episodio della serie... voi cosa ne dite?
Risposta: Devo innanzitutto fare una premessa: il convegno è stato
organizzato interamente dagli studenti del Corso di Laurea in Filosofia
dell'Università degli Studi di Milano, e in particolare dall'Associazione
Astufilo e dalla redazione della rivista Chora.
Quando ho proposto ai miei amici di organizzare il convegno il secondo capitolo
della saga era da poco uscito e attendevamo con curiosità l'arrivo del terzo.
All'inizio, come spesso vanno queste cose, l'idea di organizzare un congresso
scientifico imperniato sulla storia di Matrix è sembrata un po' uno scherzo,
una trovata forse perfino imprudente perché troppo distante dai canoni del
linguaggio dell'accademia. Ma si è capito presto quali potenzialità potesse
manifestare il progetto: si trattava di creare un'occasione di ampia e alta
divulgazione scientifica, un'opportunità di dare spazio -con la massima serietà-
ad alcuni temi classici della filosofia utilizzando le immagini del cinema
popolare. Penso che ci siamo riusciti, invitando alcuni studiosi di primissimo
rilievo: Paolo D'Alessanro, Carlo Formenti, Giulio Giorello, Diego Marconi,
Carlo Alberto Redi, Carlo Sini, Corrado Sinigaglia.
Domanda: Quali sono stati i
risultati in termini di contenuti e di partecipazione al convegno?
Risposta: Durante quella giornata, sfruttando soprattutto le
metafore e le potentissime rappresentazioni contenute in Matrix, sono stati
introdotti moltissimi temi, ma mi sembra che essi possano essere riassunti in
tre nuclei problematici, tre grandi interrogativi che appartengono alla
riflessione filosofica di qualsiasi epoca, ma che al giorno d'oggi risultano
particolarmente significativi per la loro implicazione reciproca: in primo luogo
l'interrogativo, di impronta metafisica e scettica, sulla natura della realtà e
sulla possibilità della sua conoscenza; in secondo luogo la domanda, di
ascendenza nicciana e heideggeriana, sul destino della tecnica e sulla direzione
che essa ha impresso allo sviluppo della cultura occidentale; in terzo luogo il
tema della virtualità e dell'impatto che essa ha esercitato sulla coscienza
dell'uomo contemporaneo attraverso il vertiginoso progresso delle tecnologie
informatiche e dei nuovi mass-media.
Quanto alla partecipazione devo riconoscere che il convegno ha riscosso un
notevole interessamento, in primo luogo da parte del pubblico (con quasi 500
convenuti, trai quali vi erano molti operatori del mondo della scuola, studenti
universitari e ricercatori), ma anche da parte di giornali come il Corriere
della Sera e il Sole24Ore. Anche la televisione era presente al convegno e Skytv
trasmetterà le riprese di alcuni interventi dei relatori all'interno di un
programma curato dal giornalista Paolo Calcagno: si tratta di una puntata
intitolata "Da Platone a Matrix" che andrà in onda sul canale
digitale "Kult". Sarà in prima visione Domenica 11 luglio 2004, alle
22,00
dopodiché sarà continuamente replicata per due anni.
Domanda: I temi che emergono
dalla trilogia di Matrix abbracciano diversi filoni della conoscenza, dalla
filosofia alla tecnologia; quali, secondo lei, sono le tematiche più
significative e/o che meritano maggiore approfondimento e riflessione?
Risposta: Matrix è una efficacissima favola tecnologica ma è
anche un tentativo di attualizzare alcuni temi presenti storicamente nel
dibattito filosofico. La cosmologia proposta nel film contiene in realtà una complessa
mitologia scientista, un universo di rappresentazioni simboliche che offre
un'enorme libertà ermeneutica a chi decide di avventurarsi nei suoi meandri.
Come è stato notato da Slavoj Zizek, all'interno della fiction messa in scena
da Matrix si può trovare un repertorio di metafore e immagini tanto vasto da
poter essere impiegato per affrontare un'interminabile sequela di problemi e
motivi filosofici. Tra cui potremmo annoverare: la definizione dello statuto
metafisico della nozione di realtà; la dicotomia naturale-artificiale; il
problema della virtualità in relazione alle nuove tecnologie digitali; il
problema mente-cervello, l'enigma della coscienza e la sfida dell'intelligenza
artificiale; la possibilità di modellizzare in termini computazionali e formali
la componente qualitativa del vissuto umano; la vita come struttura narrativa,
sogno o illusione; il motivo gnostico del risveglio dal mondo ingannevole delle
percezioni e della liberazione dal dominio dei sensi; la problematica del
determinismo e del libero arbitrio in un mondo interamente riducibile ad eventi
meccanici; il tema marxiano del feticismo della merce e l'alienazione
concomitante all'avvento dei rapporti di produzione capitalistici. Se il film è
riuscito a risvegliare un'autentica riflessione su tutti questi temi
evidentemente deve aver sfiorato il nucleo profondo delle domande che giacevano
assopite nei milioni di spettatori che hanno comprato il biglietto del cinema.
filosofia della mente, alla questione filosofica della tecnica e del
post-umanesimo, nonché a specifici temi di estetica. Anche coloro che sono
interessati ai motivi religiosi contenuti in Matrix troveranno molti spunti
singolari, indirizzati soprattutto al simbolismo biblico e ai temi buddistici
presenti nei film.
Ancora una volta ci siamo sorpresi di quanti ambiti disciplinari sia possibile
mettere proficuamente in contatto partendo da un popolare film di fantascienza,
e soprattutto abbiamo constatato con entusiasmo il tenore davvero
elevato dei contributi che siamo riusciti a raccogliere: per accorgersene credo
che basti dare un'occhiata all'indice del libro (NDR: QUI per consultare
l’indice del libro)
Domanda: La trilogia di Matrix è
diventata un autentico fenomeno mediatico-culturale grazie anche a centinaia di
siti internet dedicati, a dibattiti e convegni, a decine di libri di
approfondimento. Quali sono, a suo avviso, le ragioni di questo fenomeno?
Domanda: Ha in progetto altre iniziative legate all'universo Matrix?