MATRIX REGURGITED - PART II

— Cos'è questa storia che puoi moltiplicarti, adesso? — chiede Neo, un po' contrariato.
— Nei videogames i nemici dei livelli superiori sono più tosti, lo sanno tutti. — spiega Smith. — Nel prossimo quadro te la vedrai con Pacman e poi con Supermario.
— Non ho paura — replica Neo con aria di sfida. — Posso volare, e appena supero 3.000 punti mi becco l'iperspazio e la smart bomb. E allora per voi saranno cazzi.
E giù botte. Sbang, sock, stunf eccetera. I due se le danno di santa ragione finché Neo schizza via alla Superman, mentre Smith si spazzola la giacca appena impolverata dal combattimento.
Nel frattempo, a Zion, Morpheus e l'ex-fidanzata Niobe interpretano un duetto di grande tormento interiore e sensibilità passionale.
— Ah, amata Niobe, certe cose cambiano...
— Altre non cambiano mai, amato Morpheus... — sospira la donna.
— Certe, invece, cambiano.
— Sì, ma altre non cambiano.
— Mai — conferma Morpheus.
— D'altra parte, alcune cambiano.
— Sì, ma sono altre. — specifica l'uomo.
— Mentre alcune no.
— Proprio così... Cambiano.
— Alcune.
— ...si può sapere di che cazzo stiamo parlando?
— Non importa. Ora torniamo dentro Matrix che c'è da scazzottare.
Detto fatto. Neo, Morpheus e Trinity (questi due vestiti delle solite tutine di pelle sadomaso che si vede fanno arrapare molto i Wachowski) si ritrovano in un ristorante a quindici stelle, di quelli che al cameriere di mancia come minimo devi dare una Rolls.
— Che cazzo ci facciamo qui? — chiedono i due sadomaso.
— Dobbiamo andare dal Merovingio. — spiega Neo.
— Non capisco.
— Il Merovingio. Un programma ribelle e potentissimo che tiene prigioniero il Fabbricante di Chiavi.
— Non capisco.
— Il Fabbricante di Chiavi. L'unico che può farmi accedere al rifugio dell'Architetto.
— Non capisco.
— L'Architetto. Il creatore del codice sorgente di Matrix.
— Non capisco.
Neo sbuffa. — Insomma, siamo qui per una bella scazzottata.
Trinity e Morpheus si illuminano. — Perché non l'hai detto subito, invece di arrampicarti sugli specchi con tutte quelle stronzate?
Il Merovingio, che ha l'aspetto di un bisteccone a metà strada tra Cassano e il biondo dei Ricchi & Poveri, li fa accomodare al tavolo ove sta magnando a quattro palmenti.
— Scusami, Neo... — sussurra Morpheus. — Non avevamo solo 72 ore per salvare Zion? Allora perché siamo così calmi e rilassati mentre sorseggiamo questo aperitivo del cazzo?
— Taci! — intima Neo. — E' vero, tutto questo è un pretesto. Ma serve per introdurre la grande e fighissima attrice che in questo momento rappresenta il Cinema Italiano nel mondo: un po' di rispetto.
Difatti, in quel momento appare Monica Bellucci nei panni di Persephone.
— Borb borb borb... — dice.
— Scusa, ma perché reciti come se avessi una banana in bocca? — le fa stupita Trinity.
— E' la voce... borb... che mi veniva mentre il produttore... borb... mi faceva il provino — confessa la Bellucci, sforzandosi inutilmente di scandire le sillabe. — Lui ha detto che ero... borb... bravissima.
— Già che ci siamo, Neo: tu invece perché sussurri sempre, anche quando gridi perché ti stanno scannando?
— Be', parlare sottovoce è come portare gli occhiali neri: fa tanto ieratico.
— Ora basta! — sbraita il Merovingio. — Avevo l'intenzione di consegnarvi il Fabbricante di Chiavi, ma dopo queste battute è chiaro che siete dei minchioni. Filate via e non fatevi più vedere, prima che mi vendichi su di voi per questo nome del cazzo che mi hanno rifilato

  Tra il lusco e il brusco, Trinity torna al mondo reale mentre Neo e Morpheus seguono il Fabbricante di Chiavi dall'Architetto.
Ma entrare nella stanza segreta del creatore di Matrix non è facile. Sembra che la sequenza esatta sia "destra, destra, spada, salto, destra, avanti". O forse questo era il pattern finale di Dragon's Lair? Non importa, tanto è lo stesso.
L'Architetto è una via di mezzo tra Piero Angela e Gianni Minà invecchiato. Siede in posa da Padreterno davanti a una parete strapiena di monitor tipo la redazione del TG2 ma senza il giochino demente di Lippi alla fine.
— Ah... l'Essere... il Libero Arbitrio... la Voce e la Via... — blatera in un agghiacciante sermone di quindici ore in cui si afferrano sì e no quindici sillabe.
— Scusa, Architetto, ma perché parli come un guru tibetano strafatto? — azzarda Neo.
— Conosci già la risposta a questa domanda.
— Di nuovo? Vuoi dirmi qualcosa di utile, cazzo, prima che dia una scarica di mazzate anche a te?
L'altro sospira. — Ah, sapevo che sarebbe stata questa la tua scelta, Neo. Allora va', ordunque, a salvare la tua donna dal nome metaforicamente cattolico dal Fato invincibile e mortifero che la attende, condannando così la tua trista specie a perpetuarsi nell'orrida schiavitù che opprime le menti e umilia le carni a meno di una profezia fallace di cui tu sei il sesto strumento e vittima a un tempo.
— Ma va' a cagher! — ribatte Neo.
E schizza via a mille all'ora a raccattare Trinity che è rientrata in Matrix giusto in tempo per gettarsi dal centesimo piano, beccarsi ottocento pallottole nella ghiandola pineale e spalmarsi modello Nutella sull'asfalto della strada sottostante.
— Ah, amore mio... — ansima pesta e sanguinante, però con gli occhialini neri del cazzo senza un graffio. — Per me è troppo tardi. Muoio.
Neo scuote la testa. — Secondo te mi sono vestito da Don Camillo per niente? Sta' a vedere, che adesso ti resuscito io.
Le infila una mano nel... ehm... Insomma, le fa un intervento in pranoterapia tipo i guaritori filippini sputtanati da Striscialanotizia e... Voilà, Trinity risorge più bella che pria. Il tutto col commento sonoro di terrificanti cori da opera lirica che fanno rimpiangere i bonghisti.
Ma le 72 ore sono scadute. Nel mondo reale, le 250mila seppie hanno fatto un mazzo tanto all'esercito di Zion (peraltro una gran massa di segaioli) e si preparano a radere al suolo la città degli umani liberi. Neo e Trinity si scollegano da Matrix, lasciano la nave di Morpheus in preda alle fiamme e fuggono per mettersi in salvo. Le seppie, però, li braccano. Li circondano. Li sovrastano. Quando sembra che non ci sia più nulla da fare, inspiegabilmente Neo fa saltare in aria i nemici con quello che sembra un peto elettronico.
E così, senza nessun cazzo di spiegazione e nel bel mezzo della battaglia, termina il film

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