L'ANGELO CATTURATO By Khaleim

Un'immagine.
Alla fine tutto ciò che resta di noi, se siamo fortunati è un'immagine, magari a colori e se la carta è del tipo buono anche lucida.
Per quanto l'hai fissata quell'immagine Alex? Di tutte le migliaia di foto che hai scattato nella tua vita ti rendi conto solo ora che questa è la prima e (ora posso dire paradossalmente) la più vera?
Di lei ti sei sempre fidato. L'afferri saldamente con la mano sinistra, regolando l'obiettivo con la destra. Ti puoi fidare della tua macchina fotografica, perchè non mente mai. Tu inquadri, fissi il "bersaglio"
(...prepara la comunicazione con...)
e imprigioni per sempre un momento, catturi il tempo, lo fermi si può dire. Nel mondo della fotografia tutto è possibile e niente si può nascondere,
(...ricordati che avvertirai delle vertigini inizialmente...)
non in eterno per lo meno.
Ma questa fotografia è speciale, vero Alex? Questa fotografia ha distrutto il mondo intorno a te, quello fatto di camere oscure, luci artificiali, primi piani emblematici. Il mondo del tuo alias, Khaleim, il tuo alter ego artificiale (o così pensavi che fosse...che stupido).

Ti piace vero Alex? Ammettilo, ti ha rapito anima e cuore sin dal primo istante che il tuo obiettivo ha incrociato la perfezione del suo movimento, la sinuosità delle sue curve.
(...esto ci permetterà di individuarti con esat...)
Quel giorno stavi davvero facendo un gran lavoro, lo devo ammettere. Era bella quella luce mezza grigia e mezza bianca che filtrava dalle nubi. Avevi trovato la tua giungla di ferro, fra impalcature e assi sparse ogni dove. E tu eri grande con la tua nuova Nikkon digitale. Ti era costata parecchio ma ne era valsa la pena.
(...E' importante che tu tenga bene a men...)
All'improvviso...cosa? Poesia in movimento. L'armonia di un corpo che si vibra nel vuoto in un balletto tanto delicato e pericoloso da sembrare comunque normale, come il respiro. Respiro. Te lo ha tolto da subito vero? In quel corpetto di pelle rossa e quei pantaloni attillati che fasciavano le sue gambe, il suo fondoschiena. Volevi piangere, perchè dinnanzi a tanta perfezione non hai parole, sei disarmato. E vorresti piangere. Come ora.
(...i capito quello che ho det...)
"Si. Me ne sono innamorato subito...".
Lo sapevo. Era tanto chiaro. lo avrebbe notato anche un cieco.
Volteggiava come una ginnasta degna dell'oro olimpico non avrebbe mai saputo fare. E dinnanzi al soggetto più bello che ti fosse mai capitato ti sei bloccato. La bocca semi aperta, la Nikkon nella sinistra e la destra appoggiata al muro. Lo sguardo rivolto verso l'alto, perso nella complessità e delicatezza delle forme di un angelo che pareva giocare fra gli artifizi dell'uomo.
(...osa? Di chi ti sei innam...)
E allora la segui, correndo perchè il suo passo in volo ha del divino. La vuoi trovare perchè se non riesci a scattare una foto ora allora hai buttato via tutto il tuo talento, la tua vita...e anche il tuo cuore.
La vedi correre e fatichi davvero a starle dietro. E mentre corre ti accorgi che i suoi movimenti sono ancora più sensuali. Poi raggiunge una buca per le lettere. Si ferma e scambia due parole con un'anziana signora. Non sai cosa le stia dicendo ma finalmente l'istinto del fotografo prende il sopravvento e...e la catturi. Le catturi un sorriso.
Oh Dio aiutami. Un sorriso dolce con una nota di tristezza che al tuo occhio attento non sfugge. E' triste ma sorride. Quale meraviglia.
(...on importa ragazzo. Ormai ci siamo qu...)
Controlli velocemente che la foto sia riuscita nitida e rialzi lo sguardo. Lei ora cammina verso di te. Le hai sorriso ricordi?
"si. Me lo ricordo...".
Lei tiene in mano un cellulare. Compone un numero e il suo sguardo cambia. La paura ti ha derubato del suo sorriso. Alzi la Nikkon per catturarla ancora, e mentre la tua fidata amica sale verso il tuo viso, lei scende verso il suolo. Un angelo senza più ali che precipita al suolo.
(...ene allora. Screen chiama e comunica che st...)
Un cellulare. Un cellulare e una foto sono tutto ciò che ti rimane di un angelo. Il suo corpo senza vita viene trasportato via mentre tu ti chini e raccogli quell'oggetto. Un telefono portatile senza segnale. Si perchè dopo giorni e giorni ancora non capisci come mai non funzioni. Ti rimaneva solo quello di lei Alex e nessuno sapeva dirti perchè non funzionasse.
Un angelo senza più ali, era il tuo pensiero.
(...osa? Verifica se la traccia è in un altro quadr...)
Per giorni chiuso in casa nella semi oscurità hai fissato quell'unico sorriso che ti aveva donato e un cellulare che non funzionava. Poi il cellulare ha suonato. E tutto è cambiato. Per sempre. Non ci vedremo dall'altra parte Alex. Tu muori per darmi la vita che mi spetta.
(...ecco che arriva. Ora si comincia. Hai capito ragazzo?
"Ehi ma mi stai ascoltando? Alex!?".
"Si..io ho solo. Beh, oramai poco importa".
"Sei pronto Alex? Non aver paura...sarà tutto molto strano, specie dopo, ma non devi aver paura".
Alex si frugò nella tasca interna della giacca, e le dita della sua mano accarezzarono quella che al tatto pareva essere una foto.
"Che stavi farfugliando poco fa Alex?" domandò l'uomo chiaramente orientale di fronte a lui.
"Nulla di importante. Salutavo per sempre Alex. Io ora sono Khaleim...".
L'uomo orientale sorrise lievemente e gli accarezzò con fare paterno la testa. Alex chiuse gli occhi, il freddo lo colse violentemente e morì.
Da qualche parte, in un altro tempo, Khaleim spalancò occhi, nascendo e per un attimo, per un brevissimo e al tempo stesso interminabile momento, il dolce sorriso di un angelo attraversò la sua mente. In quel preciso istante Khaleim intrappolò per sempre quel sorriso.
Un'immagine. In fin dei conti è tutto ciò che siamo...

 


AUTORE: KHALEIM

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