SHORT CIRCUIT By Khaleim
La
probabilità che un fulmine colpisca due vlte lo stesso punto è molto bassa,
anche se non impossibile – uomo di scienza
- Aaaaaaaaaaaargghhh!!!!
L’urlo acuto scavalcò il basso e cupo ronzio dei macchinari pesanti.
Disposti in file ordinate uno accanto all’altro tutti gli operai della
fabbrica ebbero un sussulto, quel suono rappresentava la consapevolezza di
quello che sarebbe potuto capitare in ogni momento a ciascuno di loro.
Un fulmine a ciel sereno si sarebbe potuto definire.
Il sangue nelle loro vene si tramutò per un momento in acqua, smisero
all’istante di svolgere il loro lavoro, attivarono gli interruttori di
emergenza dei macchinari precipitandosi verso l’origine di quel grido
lancinante.
L’espressione di terrore sui loro volti si incupì non appena giunti sul luogo
dell’incidente, come grappoli di cloni identici i loro visi si allinearono a
formare un muro di sguardi fissi nel vuoto colore rosso del sangue, unica nota
di calore nel grigiore di quell'ambiente.
Facendosi largo tra il nugolo di operai raccolti a semicerchio, il responsabile
di quel settore della fabbrica, con la fronte imperlata di sudore, si affacciò
rapido accanto all’enorme mole metallica della troncatrice
- Che è successo?!?!!! Che è successo dannazione!! – disse gettando a terra
le protezioni per gli occhi, ed i guanti
Un operaio era chinato su di un altro che giaceva seduto a terra in mezzo ad una
pozza di sangue, il malcapitato era sbiancato in volto e si reggeva con una mano
l’altra insanguinata, da cui all’altezza del polso un fiotto di sangue
arterioso pulsava copioso sulla sua tuta da lavoro.
- Signore , Nicholas si è ferito al polso con la troncatrice, il guanto di
protezione si è lacerato, ma fortunatamente è riuscito ad evitare il peggio
ritirandosi all’ultimo istante…. Ha comunque perso molto sangue, penso che
stia per perdere i sensi….
Dicendo questo finì di stringere attorno al bicipite dello sventurato un
sudicio straccio per arginare l’emorragia
- Nicholas… Nicholas… forza amico forza , l’ambulanza sta già arrivando
non preoccuparti te la caverai…Nicholas cerca di stawe svewoow….. Nichwwwass
uuuslas……
La vista di Nicholas si stava annebbiando, il brusio di tutti quegli uomini
attorno a lui si faceva sempre più lontano, l’immagine del suo compagno che
gli parlava veniva come assorbita dal grigiore della fabbrica, che si colorava
tra sfavilli improvvisi del nero più cupo.
Quando riprese i sensi si trovava sdraiato sul letto di quella che sembrava
essere una sterile camera dell’ospedale della zona industriale di Topps.
Era sdraiato nel primo letto di una fila di cinque, con i sensi ancora confusi
si voltò di lato e vide un altro degente che gli sorrideva con una vistosa
benda sull’occhio, mentre poco più in là un dottore stava controllando lo
stato di guarigione del braccio amputato di un altro paziente che rispondeva con
dei cenni del capo mantenendo uno sguardo allo stesso tempo assente e triste.
Quell’immagine suscitò in lui il rifluire dei ricordi recenti, e il terrore
di aver perso per sempre la mano lo pervase.
Si sollevò di scatto a sedere sul letto portandosi istintivamente la mano
sinistra a prendere quella destra, ritrovandosi pero a stringere un’enorme e
corposa fasciatura.
- Tranquillo signor…. Signor Nicholas – disse il medico dando una rapida
sbirciata al cartellino con il nome ai piedi del letto
- A lei è andata meglio, se la caverà solo con un po’ di dolore, e presto
otterrà nuovamente almeno l’80% della mobilità della mano …. Si
tranquillizzi ora…e mi spieghi come diavolo ha fatto ad avvicinarsi in quella
maniera alla troncatrice….
Nicholas continuava a toccarsi la fasciatura, come per assicurarsi che la mano
fosse effettivamente ancora lì , non sentiva alcun tipo di dolore, nemmeno la
sensazione del tatto era presente su entrambe le mani, gli stava succedendo di
nuovo…
- Dottore… vede, è da un paio di mesi che ogni tanto e sempre più
frequentemente, mi capita di perdere il senso del tatto, e contemporaneamente
non sento dolore
Il dottore inarcò le sopracciglia in uno sguardo preoccupato,
contemporaneamente la spia rossa su di una telecamera di sorveglianza posta in
un angolo della camera si accese
- Strano, molto strano….e questa mancanza sensoriale le si presenta solo a
livello degli arti?
- No, in tutto al corpo.., pensi che una settimana fa per sbaglio mi rovesciai
sullo stomaco una caffettiera bollente, e solo dopo qualche istante sentii il
bruciore… perché è esattamente così che accade… e come se ci fosse un
cortocircuito del mio sistema nervoso, sparisce senza avvertimenti e poi alla
stessa maniera di come se ne è andato tutto ritorna normale…
- So di una malattia che presenta questi sintomi, faremo delle analisi accurate
in merito, ora si stenda e si riposi, ha perso molto sangue, quindi lasci fare a
noi e vedrà che la rimetteremo a posto aggiustando tutti i suoi problemi.
La spia della telecamera si spense inosservata, mentre il dottore usciva dalla
stanza.
Era da una vita che non passeggiava più per le vie di Bishan, rammentava che da
piccolo quando ancora abitava in quel quartiere era solito recarsi con sua
sorella in un piccolo parco pubblico dove sorgeva una monumento chiamato “la
statua di Xianju”. Passava intere ore ad osservarla, gli incuteva rispetto, e
aveva allo stesso tempo il potere di rilassarlo e farlo concentrare, meditare,
si sentiva come protetto accanto a quella statua.
Finalmente dopo tanti anni passati a lavorare senza sosta e tregua nelle
industrie del quartiere Topps, ora grazie al periodo di malattia (non che al
congruo indennizzo assicurativo che gli era stato fornito dalla industria nella
quale lavorava), disponeva dei mezzi e del tempo per rivisitare quei luoghi a
lui cari nei quali aveva trascorso la sua infanzia.
Dal momento in cui era stato dimesso dall’ospedale si sentiva più rilassato,
i dottori gli avevano assicurato che la mano con il passare del tempo sarebbe
tornata a posto, e che i suoi strani disturbi del sistema nervoso sarebbero
completamente spariti grazie alla nuova medicina che gli era stata prescritta,
un brevetto della Kalt Corporation, che produceva l’efficacissimo Trepanex .
Gli tornò alla mente lo spot televisivo in cui si vedeva un uomo afflitto da
mal di testa con una sorta di pungiglione che gli trafiggeva il cranio, che
doveva rappresentare il dolore, poi una mano fuori campo porgeva un bicchiere
d’acqua accompagnato da una pillola blu e lo spot recitava… “Con Trepanex
vi risveglierete al caldo del vostro letto come se non aveste mai avuto mal di
testa”, seguito dalla canzoncina stupida e rilassante che piaceva tanto a
tutti…..
Si sentiva leggero, quasi allegro, mentre svoltò l’angolo che lo avrebbe
portato all’ingresso della piazza un tempo a lui familiare.
Era ancora lì, si ergeva al centro imponente a dominare tutta l’area
circostante, le panchine disposte ai suoi lati erano vuote, in effetti solo
poche persone passeggiavano nella piazza o attorno alla statua.
Non c’era traccia della folla che frequentava lo stesso luogo nei ricordi
della sua infanzia.
Quello che invece era rimasto immutato erano le sensazioni... sicurezza, potere,
forza, tranquillità, come se quella strana scultura irradiasse in modo
concentrico una sorta di scudo, di protezione che avvolgeva l’intera area
della piazza.
- Harry….. che mi venga un colpo tu sei Harry Nicholas…. questo si che è un
evento….. Harry sono io …Frank Hammond….. andavamo a scuola insieme ti
ricordi?!
- Frank?!? Certo si Frank … ehi ma sei cambiato moltissimo, l’ultima volta
che ci siamo visti io ti guardavo dall’alto al basso … mentre ora è
l’inverso…
I due vecchi amici si abbracciarono e si guardarono a lungo l’un l’altro…
- Harry vieni sediamoci e parliamo dei vecchi tempi….. ma che ti è successo
alla mano?!? Niente di grave spero….
Nicholas alzò la mano mostrando la fasciatura e scrollò le spalle
- No Frank niente di grave, un piccolo incidente sul lavoro, ora sono in
malattia , e sto approfittando di questa situazione per tornare alle mie
origini, e fuggire, anche se per poco, a quel senso di schiavitù opprimente che
ci spinge a lavorare solamente per produrre.... produrre energia… forza lavoro
per questo mondo che non può fermarsi ad aspettare…..
Frank sospirò e guardò verso al cielo
- A chi lo dici Harry, a volte mi sembra di essere un prigioniero recluso a cui
è stata data un illusione di libertà, pitturando le pareti della sua cella con
scene di vita quotidiana…..
- Frank ma come mai la piazza è quasi vuota?!, ricordo perfettamente che per
sedersi su una di queste panchine dovevi fare a botte, mentre ora… beh ci
rimane solo l’imbarazzo della scelta….
- Vedi Harry, le cose sono un po’ cambiate, da quando giocavamo allegri per
tutto il quartiere….Tutto il distretto internazionale della city è oramai
governato da delle gang, che fanno il bello e il cattivo tempo.
Qui a Bishan i padroni sono i Silver Dragon, e spesso spadroneggiano in questa
piazza… quindi la gente per lo più preferisce tenersi alla larga, ma ci sono
ancora alcuni ossi duri come il qui presente, che vengono quotidianamente
accanto alla statua… per riflettere sui problemi quotidiani e trovarne
soluzioni……
Guarda…- disse sorridendo verso l’amico – ad esempio se oggi non fossi
venuto qui, non ti avrei mai incontrato.. e ora chissà grazie a questo incontro
cosa ci riserverà il destino…
Il suono delle scariche elettriche che correvano veloci da un anello all’altro
delle torri energetiche, veniva intervallato dal sibilo del vento che soffiava
tra i pod degli umani collegati a Matrix, mentre al di sopra di tutto, in
lontananza, le spesse coltri di nubi nere cambiavo continuamente di forma e
densità spinte da correnti magnetiche, create dalla composizione interna delle
nubi stesse e dall’energia solare, che però enorme e benevola non riusciva a
far penetrare la propria luce al di sotto di esse.
Era molto raro ma non impossibile che dei fulmini che si caricavano in
atmosfera, colpissero la struttura metallica delle torri di produzione
energetica, difese da imponenti parafulmini sul loro più alto pinnacolo, ma
quando questo accadeva, il fulmine faceva breccia all’interno dei pod,
distruggendo e rendendo inoperativi interi anelli, danneggiando cosi anche zone
circostanti al punto d’impatto della scarica.
Era proprio quello che era successo un paio di mesi prima, più di trecento
umani erano morti, il fulmine aveva causato un enorme cortocircuito che aveva
spento un’intera torre di produzione.
Immediatamente le macchine addette alla manutenzione degli impianti si erano
attivate per riparare il danno subito e ripristinare il flusso energetico della
torre.
La loro efficienza era impressionante , in meno di mezz’ora tutti i 300 pod
erano stati sostituiti, nuovi neonati erano stati inseriti al loro interno,
mentre i corpi degli umani morti venivano liquefatti e re-immessi
nell’impianto di alimentazione delle torri.
I circuiti danneggiati della rete di neurosimulazione erano stati interamente
sostituiti, solamente la riparazione dei problemi minori ed insignificanti era
stata posticipata ad un successivo controllo pianificato.
La produzione energetica non poteva fermarsi, lo scopo principale di quelle alte
torri rimaneva essere la produzione di energia elettrica per il mondo delle
macchine.
L’unità di manutenzione D4S-t stava per concludere il suo compito pianificato
di sistemare i danni minori delle apparecchiature che trasmettevano le
sensazioni al sistema nervoso degli umani collegati, il programma di
interfacciamento tra la neurosimulazione ed il software di controllo ed analisi
della torre 44/b, la guidava verso i pod che sembrava avessero subito danni.
Tali danni non compromettevano la normale produzione di energia, ma provocavano
disturbi nella ricezione del segnate portante di Matrix verso i soggetti
collegati all’interno dei pod danneggiati.
Il sistema di controllo lavorava sui due fronti:
Non appena all’interno della simulazione un soggetto mostrava di accusare
disturbi alla percezione della realtà simulata, il sistema registrava
l’informazione, localizzava il pod nel quale era racchiuso il soggetto ed
inviava l’unità D4S-t a riparare il danno.
Al di sopra della torre 44/b nuvole sempre più dense si scontravano tra di
loro, e dalla massa oscura bagliori luminescenti testimoniavano la furia che si
stava scatenando all’interno di esse.
Un flusso di dati scorreva attraverso il siliceo microprocessore dell’unità
D4S-t
“Soggetto AA54328, Nicholas Harry , sistema di diffusione impulsi tattili e
dolorosi danneggiato, causa: cortocircuito esteso su scheda logica MHS.
Soluzione: sostituzione intera scheda logica MHS. Azione intrapresa:
sostituzione in corso……….”
Harry sorrideva al ritrovato amico, pensando quanto vere potessero essere le sue
parole sul destino, ma improvvisamente senza nessun preavviso quello che lui
conosceva come realtà si spense.
La sua mente piombò in una sorta di umido e rossastro incubo, sapeva che il suo
corpo stava respirando, provò a portare istintivamente le mani verso gli occhi,
ma il dolore proveniente dai suoi arti spezzò ogni sua volontà.
Provò la sensazione come se i suoi muscoli fossero atrofizzati, come dopo una
lunghissima degenza senza potersi muovere.
Il panico stava diffondendosi nella sua mente , il pensiero seguente fu quello
di cercare di urlare ma qualcosa occupava l’interno della sua gola…….
- Dio mio Harry ma che ti succede mi hai fatto prendere uno spavento…..
Le immagini erano tornate, tutti i sensi riportarono la sua mente a quella che
lui considerava la realtà
Si ritrovò con le mani di fronte alla faccia e dietro le quali il viso di Frank
appariva scioccato e confuso….
- Cosa… cosa mi è successo….
- Harry, ti sei messo ad urlare all’improvviso come se avessi visto il diavolo
in persona. Un altro scherzo come questo e giuro che ci rimetto le penne…..
- Stavo… stavo ascoltandoti , quando all’improvviso ho come avuto
un’allucinazione….solo che era talmente vivida… non so spiegarti, sembrava
più reale della realtà stessa… non capisco…
Il rombo tumultuoso dei tuoni sovrastava quello delle scariche elettriche, nubi
densissime si scontravano tra loro ammassando un’enorme quantitativo di
energia….
Il braccio meccanico dell’unità D4S-t rientrò nella sua sede dopo aver
riposto la scheda MHS difettosa all’interno del vano di immagazzinamento, il
flusso di dati riprese a scorrere:
“Preparazione trasmissione verso sistema operativo manutenzione….
Sostituzione modulo MHS del pod n° AA54328 avvenuto con successo, ciclo di
manutenzione pianificata terminata, tutto in ordine e perfettamente funzionante,
in attesa di ricevere ordini…… invio in corso…….invio in corso….”
La nube al di sopra della torre 44/b aveva accumulato un enorme quantitativo di
energia elettrostatica, di lì a breve un’ enorme saetta si sarebbe scaricata
verso al più vicino punto metallico la cui conduttività altissima avrebbe
scaricato a terra quella enorme differenza di potenziale elettrico.
“Ricezione dati in corso…. Operazioni di manutenzione terminate, estendere
antenna di ricezione a basso consumo, ancorarsi alla torre, disattivarsi e
rimanere sul luogo fino a nuove istruzioni…. Fine trasmissione.”
L’unita D4S-t ruotò su se stessa ancorandosi alla struttura portante della
torre, un vano sul dorso metallico dell’unità si aprì, ed un braccio
metallico ne fuoriuscì allungandosi e protendendosi verso il cielo nero, pronto
a captare i messaggi che gli sarebbero stati inviati durante lo stand-by.
Un’ antenna protesa verso il cielo, come un dito metallico proteso allo
spasimo verso l’alto per cercare il contatto con la mano di Dio….
Uno schianto terribile illuminò l’intera torre… il fulmine si propagò
dalle nubi verso i parafulmini , ma il suo tragitto deviò incanalandosi
all’interno dell’antenna ricevente dell’unità D4S-t, che cessò per
sempre la sua apparente vita meccanica.
- Harry , ma stai bene ??? che ti succede ora… riesci a sentirmi???
Lo sguardo di Harry era spalancato, lo spavento dell’incubo precedente era
appena svanito, ed ora un nuovo orrore si mostrava ai suoi occhi.
Vedeva e percepiva la realtà circostante, ma non come prima, ma come la
rappresentazione vettoriale della realtà stessa, la cui composizione era un
fluire costante, un pulsare incessante di strani simboli di codice che correvano
lungo questa sorta di linee vettoriali
“Non può essere un’allucinazione, non può essere…” pensò Harry tra
se. “C’è qualcosa che non va in questo mondo, non può essere un caso,
prima i mie sensi che spariscono, poi quella sensazione di realtà vivida , ed
ora questo….che diavolo mi sta succedendo?!?”
- Harry , Harry mi senti…. Hei amico fossi in te mi riposerei un poco, non hai
proprio l’aria di uno che sta bene, ti porto subito ad un ospedale, ma ti
consiglio di tenerti per te il discorso delle allucinazioni, o ti prenderanno
per un pazzo, ti imbottiranno di farmaci fino a farti diventare un vegetale…
- Grazie Frank grazie, ma ora sto meglio è stato solo un momento…. Hai
ragione sai… non dirò a nessuno delle mie allucinazioni, ora tutto è
passato……
- Harry…… certo che sei proprio strano….. per me hai respirato qualcosa di
nocivo nella fabbrica dove lavori… io lo dico sempre, prima ti sfruttano, e
poi quando non servi più ti gettano nella spazzatura….. Mondo bastardo… su,
su ora seguimi ti porto a casa mia che ci sediamo attorno ad una fumante tazza
di the a raccontarci dei bei tempi andati…..
- Si Frank andiamo, sono curioso , da oggi vedrò il mondo con degli occhi
nuovi… fammi strada…
I due si alzarono dalla panchina incamminandosi in direzione della casa di Frank,
un momento prima di svoltare l’angolo Harry si voltò guardando in direzione
della statua… al suo posto si ergeva una luminosa esplosione di energia dorata
che propagava i suoi raggi all’interno della piccola piazza quasi deserta, lo
sfavillio sembrò toccarlo per un istante.
Arresto per un attimo il passo, e come quando da piccolo in quel luogo trovava
la soluzione ai suoi problemi, le sue idee confuse si schiarirono
”tornerò al mio lavoro e tutto tornerà a posto come prima… nessuno noterà
Harry Nicholas, sarò solo uno dei tanti schiavi del sistema che credono di
vivere nel mondo reale……”
La probabilità che un fulmine colpisca due volte lo stesso punto è
bassissima, a meno che il fulmine in questione non si riveli essere il dito di
Dio - uomo di fede
AUTORE: ADAM_BURTON
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